Chi paga il bollo auto e perché cambia da una regione all'altra
La tassa automobilistica è un tributo regionale: si calcola sulla potenza in kilowatt e sulla classe Euro, ma esenzioni e riduzioni cambiano da una regione all'altra. Chi deve pagarla, come si legge la tariffa e che cosa cambia con il decreto legislativo 147 del 2026.
- 1Il bollo è un tributo regionale dal 1999: si calcola sui kilowatt del motore e sulla classe Euro, con tariffe di base per ogni kilowatt.
- 2Esenzioni e riduzioni cambiano da una regione all'altra, soprattutto per auto elettriche, ibride e storiche.
- 3Il decreto legislativo 147 del 2026 cambia alcune regole già da agosto 2026 e introduce dal 2028 una scadenza annuale legata al mese di immatricolazione.
Chi ha cambiato regione di residenza, o ha un parente che vive dall'altra parte d'Italia, se ne accorge presto: la stessa auto, con la stessa potenza, non sempre paga lo stesso bollo. Il motivo è che la tassa automobilistica, dal 1° gennaio 1999, è un tributo delle regioni. Lo Stato fissa la cornice, ma molte decisioni concrete, dalle esenzioni agli sconti, le prende ciascuna regione. Ecco come si legge la tariffa e chi deve pagarla.
Chi gestisce il bollo
Ogni regione riscuote la propria tassa automobilistica, spesso con l'aiuto dell'ACI. In due casi, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, la gestione è affidata all'Agenzia delle Entrate, che pubblica ogni anno un tariffario completo. È un buon punto di partenza per capire le cifre, anche perché riporta i valori di base per kilowatt.
Il bollo non è legato all'uso dell'auto: si paga per il solo fatto di possederla, anche se resta ferma in garage.
Chi deve pagarlo
È tenuto al pagamento chi risulta al Pubblico registro automobilistico alla scadenza utile: di norma il proprietario, oppure l'usufruttuario o l'utilizzatore in leasing. Se l'auto viene venduta, conta quindi la data del passaggio di proprietà registrato al PRA, non quella della stretta di mano tra venditore e acquirente.
Con il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, in vigore dal 12 agosto 2026, il tributo spetta alla regione in cui risiede chi lo deve pagare ed è dovuto anche quando il veicolo è sottoposto a fermo amministrativo. Dal 1° gennaio 2027, per i contratti di noleggio a lungo termine senza conducente stipulati, rinnovati o decorrenti da quella data, a pagare sarà l'utilizzatore annotato al PRA.
Come si calcola, le tariffe per kilowatt
Il calcolo parte da due dati che si leggono sulla carta di circolazione: la potenza in kilowatt e la classe ambientale Euro. Si paga un importo per ogni kilowatt fino a 100 e un importo più alto per ogni kilowatt oltre i 100.
| Classe | Fino a 100 kW | Per ogni kW oltre 100 |
|---|---|---|
| Euro 0 | 3,00 euro | 4,50 euro |
| Euro 1 | 2,90 euro | 4,35 euro |
| Euro 2 | 2,80 euro | 4,20 euro |
| Euro 3 | 2,70 euro | 4,05 euro |
| Euro 4, 5 e 6 | 2,58 euro | 3,87 euro |
Fonte: tariffario 2026 dell'Agenzia delle Entrate per Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Le altre regioni possono applicare importi o agevolazioni diversi.
Ecco tre esempi illustrativi con questi valori, per auto Euro 6:
Calcoli della redazione con le tariffe di base 2026. Importi annui, a titolo di esempio.
Il superbollo sulle auto più potenti
Per le auto oltre i 185 kW si aggiunge un'addizionale erariale, il superbollo, pari a 20 euro per ogni kilowatt oltre quella soglia. Si riduce con l'età del veicolo: dopo 5, 10 e 15 anni dalla costruzione scende rispettivamente al 60, al 30 e al 15 per cento, e dopo 20 anni non è più dovuto. Si paga con il modello F24 Elide, di cui parliamo nella guida al modello F24. Dal 2027, per effetto del decreto 147, le esenzioni regionali non si estendono al superbollo.
Perché cambia da una regione all'altra
È sulle agevolazioni che le differenze si vedono di più. Dove la regione non ha deciso diversamente, le auto elettriche nuove sono esenti per cinque anni dal collaudo e poi pagano un quarto della tassa. Le auto con più di trent'anni sono esenti, con un importo forfettario di 25,82 euro se circolano su strada, e quelle tra i 20 e i 29 anni con certificato di rilevanza storica hanno una riduzione del 50 per cento.
La Lombardia offre un buon esempio di come una regione possa andare oltre:
- le auto elettriche sono esenti senza limite di tempo;
- le ibride fino a 100 kW hanno uno sconto del 50 per cento per 60 o 24 mesi, a seconda delle emissioni di CO₂;
- i veicoli tra i 20 e i 29 anni iscritti nei registri storici sono esenti del tutto;
- chi paga con domiciliazione bancaria ha uno sconto del 15 per cento.
Le regole nazionali prevedono inoltre l'esenzione per un veicolo intestato a una persona con disabilità o a chi ne ha a carico, entro limiti di cilindrata: 2.000 centimetri cubi a benzina o ibrida, 2.800 a gasolio o ibrida, 150 kW per le elettriche. Per ogni dettaglio fa fede il sito della propria regione.
Scadenze, pagamento e ritardi
Oggi, per i veicoli con periodi fissi, il bollo si paga entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza. Dal 1° gennaio 2028 il decreto 147 introduce un pagamento annuale che copre dodici mesi a partire dal mese di immatricolazione: il primo entro l'ultimo giorno del mese successivo, i seguenti entro l'ultimo giorno del mese di immatricolazione. Le regioni potranno consentire pagamenti quadrimestrali, e i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 2027 mantengono le scadenze attuali.
Il pagamento passa obbligatoriamente da PagoPA: sul servizio pagoBollo dell'ACI, con l'home banking, agli sportelli bancomat abilitati, nei punti SISAL, Lottomatica e Banca 5, negli uffici postali e nelle delegazioni ACI. Chi si accorge di un ritardo può rimediare con il ravvedimento, con sanzioni ridotte simili a quelle degli altri tributi. Il diritto della regione a riscuotere si prescrive alla fine del terzo anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto.
Un'ultima nota: il decreto legge 17 settembre 2026, n. 162, prevede per i pagamenti in scadenza nel 2027 l'esenzione di un solo veicolo assicurato per persona, tra le auto a benzina o gasolio, anche ibride, fino a 80 kW e alcuni motocicli e ciclomotori a benzina. Al 2 novembre 2026 il decreto è in corso di conversione in legge, quindi il testo definitivo può cambiare.
Per chi conta e che cosa controllare
Le verifiche servono a chiunque abbia un'auto, ma soprattutto a chi ha cambiato residenza, comprato o venduto un veicolo, o ne possiede uno vicino ai vent'anni di età:
- potenza in kilowatt e classe Euro sulla carta di circolazione;
- il mese di scadenza e la data del passaggio di proprietà al PRA;
- le agevolazioni della propria regione, comprese quelle per pagamenti domiciliati;
- la ricevuta PagoPA, da conservare almeno fino alla prescrizione.
È lo stesso tipo di controllo che conviene fare sull'avviso della TARI: pochi dati di partenza da cui dipende tutto l'importo.
In sintesi
Il bollo si calcola moltiplicando i kilowatt per la tariffa della classe Euro, con un superbollo per le auto oltre i 185 kW. Le differenze tra regioni nascono dalle agevolazioni, mentre il decreto 147 del 2026 sposta gradualmente regole e scadenze fino al 2028. Conoscere la potenza della propria auto e leggere la pagina della propria regione basta, quasi sempre, a sapere quanto e quando pagare.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, Tariffario 2026 della tassa automobilistica, Friuli Venezia Giulia e Sardegna
- ACI, Guida al bollo auto
- Regione Lombardia, Tassa automobilistica, esenzioni e sconti regionali
- Normattiva, Decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, riforma dei tributi regionali
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