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Salute

Che cosa c'è nel Fascicolo sanitario elettronico e chi può aprirlo

Referti, lettere di dimissione, vaccinazioni e ricette confluiscono da anni in un unico archivio digitale. Che cosa contiene il fascicolo nella versione 2.0, come si apre con SPID, CIE o tessera sanitaria e come si decide quali medici possono consultarlo.

Una donna sulla sessantina e la figlia adulta guardano insieme un tablet sul divano di casa.
Fotografia illustrativa: le persone ritratte non hanno legami con i casi descritti.
In breve
  1. 1Dal 19 maggio 2020 il fascicolo si alimenta da solo: referti, lettere di dimissione e ricette vi entrano senza bisogno di un consenso.
  2. 2Per farlo consultare a medici e operatori serve invece il consenso dell'assistito, che si dà e si revoca quando si vuole.
  3. 3Si apre dal portale nazionale o da quello della propria regione con SPID, CIE oppure con la tessera sanitaria attivata come CNS.

L'ultimo esame del sangue, la lettera di dimissione di un ricovero di qualche anno fa, il certificato delle vaccinazioni che la scuola del nipote chiede all'improvviso: carte che un tempo finivano in una cartellina in fondo all'armadio e che oggi, quasi sempre, si trovano già in un archivio digitale. È il Fascicolo sanitario elettronico, il FSE. Molti non lo hanno mai aperto, eppure è attivo per quasi tutti gli assistiti del Servizio sanitario nazionale. Vale la pena capire che cosa contiene e, soprattutto, chi può guardarci dentro.

Un archivio unico, gestito da ogni regione

Il fascicolo è stato introdotto dall'articolo 12 del decreto legge 179 del 2012 e ridisegnato più volte, l'ultima in modo profondo con il decreto del ministero della Salute del 7 settembre 2023, quello che definisce il cosiddetto FSE 2.0. Il portale nazionale lo descrive come il punto unico di accesso ai dati e ai documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario della persona.

In pratica non esiste un solo fascicolo nazionale: ogni regione e provincia autonoma gestisce il proprio, e il portale nazionale fa da porta d'ingresso comune. Dal 19 maggio 2020 il fascicolo raccoglie anche i dati delle strutture private, non soltanto quelli di ospedali e ambulatori pubblici.

Che cosa contiene, voce per voce

Il contenuto è fissato dalla normativa e ricostruito con ordine sul portale nazionale. La tabella riassume le voci principali.

Le principali sezioni del fascicolo
SezioneChe cosa si trova
Dati amministrativiEsenzioni, recapiti, eventuali deleghe ad altre persone
RefertiEsami di laboratorio, radiologia, visite specialistiche ambulatoriali, anatomia patologica
Ricoveri e urgenzeVerbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, cartelle cliniche
Profilo sanitario sinteticoIl riassunto della storia clinica redatto dal medico di famiglia o dal pediatra
PrescrizioniRicette di farmaci e di prestazioni specialistiche, farmaci effettivamente ritirati
VaccinazioniIl registro individuale e il certificato vaccinale
AltroTessere dei portatori di impianti, lettere di invito agli screening e alle vaccinazioni

Fonte: portale nazionale del Fascicolo sanitario elettronico, sezione «Cosa contiene». Non tutte le regioni mostrano ogni sezione con lo stesso livello di completezza.

Il profilo sanitario sintetico, con patologie, allergie e terapie in corso, lo compila il medico di famiglia: una ragione in più per avere un medico con cui il rapporto funziona. Chi pensa di cambiarlo trova i passaggi nel nostro articolo su come si cambia il medico di famiglia.

Accanto ai documenti prodotti dalle strutture sanitarie, il fascicolo ha uno spazio che riempie il cittadino: il taccuino personale. Lì si possono caricare referti vecchi in formato digitale, documenti di visite fatte all'estero o i dati raccolti da dispositivi come un misuratore di pressione. La normativa chiede che questi contenuti restino distinguibili dal resto, perché non sono validati da un professionista. È utile come promemoria, ma non sostituisce un referto ufficiale.

Come si apre

Per entrare servono credenziali digitali forti: SPID, carta d'identità elettronica (CIE) oppure la tessera sanitaria attivata come Carta nazionale dei servizi (TS-CNS). I passaggi, dal portale nazionale, sono pochi:

  1. aprire fascicolosanitario.gov.it e scegliere la sezione «Accedi al Fascicolo»;
  2. indicare la propria regione di assistenza, cioè quella in cui si ha il medico di famiglia;
  3. autenticarsi con SPID, CIE o TS-CNS sul portale regionale a cui si viene indirizzati;
  4. al primo accesso, controllare i dati anagrafici e le impostazioni sul consenso alla consultazione.

Chi usa la tessera sanitaria come CNS deve averla attivata con il PIN e disporre di un lettore di smart card: come si ottiene il PIN, e che cosa fare se la tessera è scaduta, è spiegato nel pezzo su tessera sanitaria e TEAM.

Alimentazione e consultazione, due cose diverse

È il punto che crea più confusione. Fino al 2020 il cittadino doveva dare il consenso perché i documenti entrassero nel fascicolo. Dal 19 maggio 2020, con il decreto legge 34 del 2020, l'alimentazione è automatica: i documenti arrivano senza che nessuno debba chiederlo.

Altra cosa è la consultazione. Medici e operatori sanitari possono aprire il fascicolo di una persona solo con il suo consenso. Il portale nazionale precisa che la scelta si può cambiare in qualsiasi momento senza alcuna conseguenza sulle cure: chi nega o revoca il consenso continua a ricevere le prestazioni come prima. Revocandolo, i professionisti che prima avevano accesso non lo hanno più. Ogni assistito può inoltre vedere l'elenco degli accessi al proprio fascicolo.

I dati più delicati e l'oscuramento

Alcune informazioni godono di una tutela rafforzata: per esempio quelle sulla sieropositività, sull'interruzione volontaria di gravidanza o sull'uso di sostanze. Questi documenti entrano nel fascicolo già oscurati, cioè visibili solo all'interessato, finché non decide di renderli consultabili anche ai professionisti. Si possono inoltre oscurare singoli documenti, con giudizio: un medico che non vede un esame può doverlo ripetere.

Familiari, figli minori e deleghe

Il fascicolo è personale, ma non sempre lo gestisce l'interessato. Per i minori il consenso lo esprime chi esercita la responsabilità genitoriale; al compimento dei 18 anni il ragazzo deve confermarlo. Per le persone sottoposte a tutela provvede il rappresentante nominato dal giudice. Un adulto può anche delegare un'altra persona, per esempio un figlio che lo aiuta con gli appuntamenti: il delegato può dare o revocare il consenso per suo conto. Le deleghe compaiono tra i dati amministrativi, ed è bene ricontrollarle quando cambia qualcosa in famiglia.

I documenti precedenti al 2020

I documenti prodotti prima del 19 maggio 2020 sono stati caricati a loro volta, salvo opposizione. Le finestre per opporsi sono state due: dal 22 aprile al 30 giugno 2024 e, dopo la riapertura, dal 18 novembre al 17 dicembre 2024. Da allora l'opposizione è possibile solo in casi specifici, per esempio per chi compie 18 anni, entro 30 giorni dal compleanno. Per gli altri, i referti più vecchi restano nel fascicolo e si possono, se la regione lo consente, oscurare uno per uno.

Che cosa cambia con il fascicolo 2.0

Il decreto del 2023 ha uniformato formati e contenuti, perché un referto prodotto in Lombardia sia leggibile allo stesso modo in Puglia. Accanto al fascicolo è stato istituito l'Ecosistema dati sanitari, con un decreto del 31 dicembre 2024, che raccoglie i dati in forma strutturata. Il calendario di attuazione è stato aggiornato più volte; l'ultimo decreto, dell'11 novembre 2025, ha fissato le fasi fino al 31 marzo 2026, mentre gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa prevedono l'adozione e l'uso del fascicolo in tutte le regioni entro giugno 2026. Il risultato, per il cittadino, dipende ancora dalla regione.

Per chi conta e che cosa controllare

Il fascicolo serve a tutti, ma diventa davvero utile a chi ha controlli ricorrenti, segue una terapia lunga o assiste un genitore. Una breve lista di verifica:

  • che i dati anagrafici e il medico di famiglia indicati siano corretti;
  • che le esenzioni registrate corrispondano a quelle riconosciute;
  • la scelta sul consenso alla consultazione e l'elenco di chi ha avuto accesso;
  • le deleghe attive, a favore di familiari o di altre persone;
  • la presenza degli ultimi referti: se un esame recente manca, si può chiedere alla struttura che lo ha eseguito.

Un'avvertenza pratica: nessun ente chiede le credenziali del fascicolo per telefono, per e-mail o per messaggio. Chi riceve una richiesta del genere farebbe bene a ignorarla e a entrare solo dai canali ufficiali.

In sintesi

Il Fascicolo sanitario elettronico raccoglie in automatico la storia clinica di ciascuno, dalle analisi ai ricoveri, ed è già attivo anche per chi non lo ha mai aperto. A decidere chi può consultarlo è l'assistito, con un consenso che si cambia quando si vuole. Un primo accesso con calma, per controllare dati, deleghe e consensi, è il modo più semplice per trasformarlo da archivio sconosciuto a strumento utile, il giorno in cui servirà davvero.

Fonti

Ampertee è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da BCS Business Consulting Services OÜ. Non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, un'azienda sanitaria, una regione o un altro ente pubblico e non ha legami con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche e non chiede compensi. Le informazioni sono verificate sulle fonti indicate alla data di pubblicazione (); gli esempi di calcolo sono illustrativi e non indicano ciò che spetta o che deve pagare un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID o CIE, PIN, codice fiscale o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo. Per la propria situazione fanno fede gli enti competenti, un CAF, un patronato o un professionista abilitato.

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