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Tasse

Come si legge un modello F24, una sezione alla volta

Con il modello F24 si pagano IMU, TARI, IRPEF, contributi e molto altro. Che cosa contiene ogni sezione, come si compila una riga, quando la compensazione obbliga a usare i servizi online e come si rimedia a un ritardo con il ravvedimento.

Un uomo sulla sessantina compila un modulo con la penna alla scrivania di casa, accanto alla finestra.
Fotografia illustrativa: le persone ritratte non hanno legami con i casi descritti.
In breve
  1. 1L'F24 è il modulo unico con cui si pagano imposte, tributi locali e contributi: ogni sezione corrisponde a un ente diverso.
  2. 2Ogni riga chiede un codice tributo, l'anno di riferimento nel formato a quattro cifre e la rateazione, per esempio 0101 per il pagamento unico.
  3. 3Dal 1° luglio 2024 un F24 con crediti in compensazione si presenta solo con i servizi online dell'Agenzia delle Entrate.

Prima o poi capita a quasi tutti. Arriva l'acconto dell'IMU sulla casa al mare, il comune manda l'avviso della tassa sui rifiuti con il modulo già pronto, oppure il commercialista consegna un foglio fitto di caselle e codici da portare in banca. È il modello F24, il modulo che l'Agenzia delle Entrate descrive come lo strumento unico per pagare tasse, contributi e premi. A prima vista sembra complicato; in realtà ogni casella ha una funzione precisa, e una volta capita la logica si legge in pochi minuti.

A che cosa serve l'F24

Con lo stesso modulo si versano imposte molto diverse tra loro: l'IRPEF e le altre imposte erariali, l'IMU e la TARI, i contributi INPS, le somme dovute dopo un controllo o un ravvedimento. Permette anche di compensare, cioè di usare un credito d'imposta per ridurre quanto si deve pagare.

Molti lavoratori dipendenti non lo usano quasi mai, perché l'imposta viene trattenuta direttamente in busta paga e il datore di lavoro la versa per loro. Lo stesso vale per l'imposta sostitutiva del 17 per cento sulla rivalutazione del TFR, che paga il datore di lavoro. E l'F24 serve per pagare, non per incassare: prestazioni come la NASpI o l'assegno unico arrivano per altre strade e non richiedono alcun modulo di versamento.

Le sezioni del modulo

Il modello ordinario è diviso in sezioni, ciascuna dedicata a un destinatario:

  • Erario, per IRPEF, IVA, imposte sostitutive e altri tributi statali;
  • INPS, per i contributi previdenziali;
  • Regioni, per l'addizionale regionale e altri tributi regionali;
  • IMU e altri tributi locali, dove finiscono IMU, TARI e addizionale comunale;
  • Altri enti previdenziali e assicurativi, per esempio l'INAIL.

Esistono poi varianti. L'F24 semplificato, in uso dal 1° giugno 2012, è più corto e si presta bene ai pagamenti più comuni, IMU compresa. L'F24 Elide, con elementi identificativi, serve per i versamenti che richiedono dati in più, come l'imposta di registro sui contratti di locazione o il superbollo, e non ammette compensazioni.

Come si compila una riga

Ogni riga corrisponde a un singolo versamento. Le caselle principali sono sempre le stesse; nella sezione dei tributi locali se ne aggiungono alcune.

Una riga della sezione «IMU e altri tributi locali», esempio illustrativo
CasellaChe cosa si scriveEsempio
Codice enteIl codice catastale del comune, quattro caratteriquello del proprio comune
Ravv., Acc., SaldoCaselle da barrare: ravvedimento, acconto o saldoAcc.
Numero immobiliQuanti immobili riguarda il versamento1
Codice tributoIl codice dell'imposta pagata3918, IMU su altri fabbricati
RateazioneNumero della rata e totale delle rate, formato NNRR0101, pagamento unico
Anno di riferimentoL'anno d'imposta, quattro cifre2026
ImportiA debito o a credito, mai entrambi nella stessa rigaa debito

Esempio della redazione sulla base delle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate. Altri codici IMU di uso comune: 3912 per l'abitazione principale, 3914 per i terreni, 3916 per le aree fabbricabili. La TARI ha il codice 3944.

La rateazione si legge così: «0206» significa seconda rata di sei. Il saldo finale del modulo può essere zero, quando i crediti coprono interamente i debiti, ma non può mai essere negativo. Tutti i codici si cercano nella pagina dei codici tributo del sito dell'Agenzia delle Entrate, che è il riferimento più affidabile quando un avviso non li riporta già.

Quando si usano i crediti

Chi ha un credito, per esempio da una dichiarazione dei redditi, può usarlo nell'F24 per ridurre ciò che deve. Dal 1° luglio 2024, con la legge di bilancio 2024, qualunque F24 che contiene una compensazione va presentato solo con i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, anche quando la compensazione è parziale e resta comunque qualcosa da pagare. In questi casi il modulo cartaceo in banca o in posta non si può più usare.

Dove e come si paga

Le strade sono diverse a seconda di chi paga. Chi non ha partita IVA può usare il modulo cartaceo in banca, alla posta o agli sportelli dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, pagando in contanti, con assegno, carta di debito o addebito sul conto, sempre che non ci siano compensazioni. Chi ha partita IVA deve pagare online: con i servizi F24 web o F24 online dell'Agenzia, con l'home banking o tramite un intermediario.

Per tutti, il pagamento online lascia una quietanza che conviene conservare: è la prova del versamento in caso di controlli.

Se si paga in ritardo, il ravvedimento

Un versamento dimenticato si può sistemare da soli, pagando l'imposta con una sanzione ridotta e gli interessi: è il ravvedimento operoso. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione piena per omesso versamento è del 25 per cento, e si riduce tanto più quanto prima si rimedia.

Sanzione ridotta con il ravvedimento, violazioni dal 1° settembre 2024
Quando si pagaSanzione sull'imposta
Entro 14 giorni0,08% al giorno, 1,16% al 14° giorno
Dal 15° al 30° giorno1,25%
Dal 31° al 90° giorno1,39%
Dal 91° giorno a un anno3,12%
Oltre un anno3,57%

Agli interessi si applica il tasso legale, che dal 1° gennaio 2026 è dell'1,6 per cento annuo (era il 2 per cento nel 2025). La formula è semplice: imposta per tasso per giorni di ritardo, diviso 36.500. Un esempio illustrativo: una rata IMU di 400 euro pagata con 14 giorni di ritardo.

Imposta dovuta400,00 euro
Sanzione ridotta (1,16%)+4,64 euro
Interessi (400 × 1,6% × 14 / 36.500)+0,25 euro
Totale da versare404,89 euro

Calcolo illustrativo della redazione con le misure indicate dall'Agenzia delle Entrate. Nella sezione IMU il ravvedimento si segnala barrando la casella «Ravv.».

A chi serve davvero e che cosa verificare

L'F24 riguarda soprattutto chi possiede immobili diversi dalla prima casa, chi paga i tributi locali con il modulo, chi ha redditi senza sostituto d'imposta e chi ha la partita IVA. Prima di ogni pagamento basta un controllo di pochi punti:

  • la sezione giusta per il tributo;
  • il codice tributo e, per i tributi locali, il codice del comune;
  • l'anno di riferimento e la rateazione;
  • la presenza di compensazioni, che impone il canale telematico dell'Agenzia;
  • la conservazione della quietanza.

Per gli importi che arrivano da enti diversi, come il bollo auto, il canale di pagamento è spesso PagoPA e non l'F24: l'avviso indica sempre quale usare.

In sintesi

L'F24 è un modulo unico diviso per enti: si sceglie la sezione, si scrive il codice tributo, l'anno e la rateazione, e si controlla che il saldo non sia negativo. Le compensazioni passano solo dai servizi online dell'Agenzia, mentre per un ritardo esiste il ravvedimento, con sanzioni ridotte e interessi all'1,6 per cento nel 2026. Con l'avviso o la dichiarazione accanto, compilarlo è più una questione di attenzione che di competenza.

Fonti

Ampertee è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da BCS Business Consulting Services OÜ. Non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, un'azienda sanitaria, una regione o un altro ente pubblico e non ha legami con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche e non chiede compensi. Le informazioni sono verificate sulle fonti indicate alla data di pubblicazione (); gli esempi di calcolo sono illustrativi e non indicano ciò che spetta o che deve pagare un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID o CIE, PIN, codice fiscale o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo. Per la propria situazione fanno fede gli enti competenti, un CAF, un patronato o un professionista abilitato.

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