Vai al contenuto
Pubblicità · Contenuto sponsorizzato da BCS Business Consulting Services OÜ
ampertee
Pensioni e lavoro

Quanto dura la NASpI e perché dopo i 55 anni cala più tardi

Chi perde il lavoro senza averlo scelto può chiedere la NASpI all'INPS. Come si calcolano durata e importo con i valori 2026, perché la riduzione mensile parte più tardi per chi ha compiuto 55 anni e quali scadenze non vanno mancate.

Un uomo sulla cinquantina con una cartellina sotto il braccio cammina sotto i portici di una città italiana.
Fotografia illustrativa: le persone ritratte non hanno legami con i casi descritti.
In breve
  1. 1La NASpI spetta a chi perde il lavoro senza averlo scelto e ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni.
  2. 2Dura la metà delle settimane contributive del quadriennio; nel 2026 l'importo mensile non supera 1.584,70 euro lordi.
  3. 3La domanda va presentata entro 68 giorni dalla fine del rapporto; il taglio del 3% al mese parte dal sesto mese, dall'ottavo per chi ha 55 anni o più.

Quattro numeri riassumono la NASpI: 13 settimane di contributi per averne diritto, 68 giorni per chiederla, metà delle settimane lavorate come durata e un tetto mensile che nel 2026 è di 1.584,70 euro. Dietro ciascuno ci sono però regole precise, che contano soprattutto quando il lavoro si interrompe dopo molti anni nella stessa azienda. Questa guida le mette in fila, con i valori fissati dall'INPS per il 2026.

Chi può chiederla

La Nuova assicurazione sociale per l'impiego è l'indennità mensile di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Spetta a chi ha perso il lavoro involontariamente, per esempio per un licenziamento o per la scadenza di un contratto a termine. Chi si dimette per scelta propria, di regola, non vi accede.

Il requisito contributivo è di almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti l'inizio della disoccupazione. Il vecchio requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo nell'ultimo anno non c'è più: la legge di bilancio 2022 lo ha abolito per le cessazioni dal 1° gennaio 2022.

Dal 2025 esiste invece un controllo in più. Chi nei 12 mesi precedenti ha lasciato volontariamente un posto a tempo indeterminato e poi perde il lavoro successivo deve avere almeno 13 settimane di contributi maturate dopo quelle dimissioni. La regola, introdotta dalla legge di bilancio 2025, vale per le cessazioni dal 1° gennaio 2025.

Un esempio aiuta. Una persona lascia per scelta un impiego stabile a marzo, viene assunta altrove ad aprile e perde il nuovo posto a giugno, dopo una decina di settimane. In un caso come questo le settimane lavorate nel nuovo impiego non bastano: per la NASpI ne servono almeno 13 dopo le dimissioni. Se invece il nuovo rapporto fosse durato quattro mesi, cioè più di 13 settimane, il requisito aggiuntivo sarebbe soddisfatto e la domanda seguirebbe le regole ordinarie. Chi si trova in una situazione simile fa bene a ricostruire le date con precisione prima di presentare la domanda.

Quanto dura

La NASpI viene pagata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Poiché quattro anni contano circa 208 settimane, la durata massima è di 104 settimane, cioè circa due anni. Chi negli ultimi quattro anni ha lavorato con continuità per tre anni, per esempio, ha circa 156 settimane di contributi e può ricevere l'indennità per circa 78 settimane, un anno e mezzo.

Come si calcola l'importo

La base è la retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali. L'indennità è pari al 75 per cento di questa media se non supera la soglia stabilita ogni anno. Se la supera, al 75 per cento della soglia si aggiunge il 25 per cento della parte eccedente. Per il 2026 la circolare INPS n. 4 del 28 gennaio fissa la soglia a 1.456,72 euro e l'importo massimo a 1.584,70 euro lordi al mese. Il tetto si raggiunge con una retribuzione media di circa 3.425 euro: oltre quel livello l'indennità non cresce più.

Retribuzione media mensile2.000,00 euro
75% della soglia 2026 (1.456,72 euro)1.092,54 euro
25% della parte eccedente (543,28 euro)135,82 euro
NASpI mensile lorda dei primi mesi1.228,36 euro

Esempio illustrativo con i valori 2026. Gli importi sono lordi, prima delle trattenute fiscali.

Il taglio mensile e la regola dei 55 anni

L'importo non resta uguale per tutto il periodo. Si riduce del 3 per cento ogni mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione. Per chi ha già compiuto 55 anni alla data della domanda, il taglio parte invece dall'ottavo mese: in pratica, due mesi in più con l'importo pieno.

Esempio illustrativo, indennità iniziale di 1.228,36 euro lordi
MeseSotto i 55 anni55 anni o più
Dal 1° al 5°1.228,36 euro1.228,36 euro
6°1.191,51 euro1.228,36 euro
7°in calo del 3% al mese1.228,36 euro
8°in calo del 3% al mese1.191,51 euro

Come e quando si fa la domanda

La domanda si presenta all'INPS online, tramite il Contact Center (803 164 gratuito da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure attraverso un patronato. Il termine è di 68 giorni dalla fine del rapporto: oltre quella data il diritto si perde.

Anche i tempi contano. Se la domanda arriva entro l'ottavo giorno dalla cessazione, l'indennità decorre dall'ottavo giorno; se arriva dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda. Presentarla presto, dunque, evita di perdere giorni di indennità.

La domanda vale anche come dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Entro 15 giorni occorre poi presentarsi al centro per l'impiego per firmare il patto di servizio, che prevede le attività di ricerca e formazione concordate.

Se si torna a lavorare o si apre un'attività

La NASpI è compatibile, entro certi limiti, con piccoli redditi. Un'attività autonoma con reddito annuo previsto fino a 5.500 euro riduce l'indennità dell'80 per cento del reddito atteso; il lavoro occasionale è ammesso fino a 5.000 euro l'anno. Un nuovo impiego da dipendente oltre le soglie di legge fa invece decadere l'indennità, oppure la sospende se dura sei mesi o meno.

Chi vuole mettersi in proprio può chiedere la NASpI anticipata. Per le domande dal 1° gennaio 2026 non arriva più in un'unica soluzione: il 70 per cento si riceve all'accoglimento, il restante 30 per cento alla fine del periodo teorico di indennità, e comunque entro sei mesi, a condizione di non aver avviato un lavoro dipendente né ottenuto una pensione diretta.

Per chi conta e che cosa tenere d'occhio

Le regole interessano chiunque abbia un lavoro dipendente, ma vanno lette con più attenzione da chi lascia un'azienda dopo i cinquant'anni, quando la ricerca di un nuovo impiego può richiedere più tempo. Alcuni punti da verificare:

  • la data di cessazione e il calcolo dei 68 giorni;
  • le settimane di contributi degli ultimi quattro anni, visibili nell'estratto conto previdenziale;
  • eventuali dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi, che fanno scattare il requisito aggiuntivo;
  • il pagamento del trattamento di fine rapporto, che segue regole proprie;
  • per chi ha figli, la situazione dell'assegno unico, che non dipende dalla NASpI.

In sintesi

La NASpI sostituisce una parte della retribuzione per un periodo legato a quanto si è lavorato. Il calcolo è meccanico: 75 per cento della media fino alla soglia, 25 per cento sopra, un tetto mensile e una riduzione progressiva che per chi ha 55 anni o più parte più tardi. La scadenza dei 68 giorni è il punto su cui non si può sbagliare; tutto il resto si controlla con calma, con le buste paga in mano.

Fonti

Ampertee è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da BCS Business Consulting Services OÜ. Non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, un'azienda sanitaria, una regione o un altro ente pubblico e non ha legami con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche e non chiede compensi. Le informazioni sono verificate sulle fonti indicate alla data di pubblicazione (); gli esempi di calcolo sono illustrativi e non indicano ciò che spetta o che deve pagare un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID o CIE, PIN, codice fiscale o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo. Per la propria situazione fanno fede gli enti competenti, un CAF, un patronato o un professionista abilitato.

Da leggere anche

Tutta la rubrica →