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Famiglia e casa

Quanto vale l'assegno unico nel 2026 e come si arriva all'importo

L'assegno unico spetta per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni, e senza limiti di età per i figli con disabilità. Gli importi rivalutati per il 2026, le maggiorazioni, la domanda e il calendario dei pagamenti.

Un padre sulla quarantina sorride guardando il disegno della figlia al tavolo della cucina.
Fotografia illustrativa: le persone ritratte non hanno legami con i casi descritti.
In breve
  1. 1Per ogni figlio minore l'assegno va nel 2026 da 58,30 a 203,80 euro al mese, a seconda dell'ISEE, più le eventuali maggiorazioni.
  2. 2Una domanda già accolta prosegue da sola di anno in anno: si rinnova l'ISEE, non la domanda.
  3. 3I prossimi pagamenti per le domande senza variazioni sono previsti il 19 e 20 novembre e il 16 e 17 dicembre 2026.

Dal marzo 2022 le famiglie con figli ricevono un solo sostegno al posto dei vecchi assegni familiari e delle detrazioni per i figli più piccoli: l'assegno unico e universale. È «unico» perché ha riassorbito misure diverse, «universale» perché spetta a tutti, anche a chi non presenta l'ISEE, sia pure nella misura minima. Ogni anno gli importi vengono rivalutati in base all'inflazione, e il 2026 non fa eccezione. Vediamo come si arriva alla cifra che compare sull'estratto conto, una voce alla volta.

A chi spetta

La legge di riferimento è il decreto legislativo 230 del 2021. L'assegno spetta per ogni figlio a carico:

  • dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 18 anni;
  • dai 18 ai 21 anni, se il figlio ha un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro l'anno e studia, segue un corso di formazione, fa un tirocinio o lavora, è iscritto come disoccupato ai servizi per l'impiego oppure svolge il servizio civile universale;
  • senza limiti di età per i figli con disabilità.

La domanda la presenta di solito uno dei genitori; il figlio maggiorenne può presentarla al posto loro.

Gli importi del 2026

Per il 2026 l'INPS ha applicato una rivalutazione dell'1,4 per cento, con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026. L'importo dipende dall'ISEE della famiglia: è massimo fino a una certa soglia, minimo oltre una soglia più alta, e scende per gradi nel mezzo.

Importo mensile di base per figlio, 2026
SituazioneFiglio minoreFiglio 18–20 anni
ISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euro
Tra le due soglieimporto decrescenteimporto decrescente
Senza ISEE o ISEE oltre 46.582,71 euro58,30 euro29,10 euro

Fonte: INPS, circolare n. 7/2026 e allegato n. 1. Per i figli con disabilità l'importo di base è quello del figlio minore a qualsiasi età.

Le maggiorazioni

All'importo di base si aggiungono, quando ricorrono le condizioni, alcune maggiorazioni:

  • dal terzo figlio in poi, da 99,10 euro al mese con l'ISEE più basso fino a 17,40 euro con quello più alto;
  • più 50 per cento per ogni figlio sotto l'anno di età, e per i figli tra uno e tre anni nelle famiglie con almeno tre figli e ISEE fino a 46.582,71 euro;
  • una somma fissa di 150 euro al mese per le famiglie con almeno quattro figli;
  • per i nuclei in cui entrambi i genitori hanno redditi da lavoro, fino a 34,90 euro per figlio, che si azzera nella fascia di ISEE più alta;
  • 23,30 euro per ogni figlio di madre con meno di 21 anni;
  • per i figli con disabilità fino a 21 anni, una quota che non dipende dall'ISEE: 122,30 euro per la non autosufficienza, 110,60 per la disabilità grave, 99,10 per quella media.

Non c'è più, invece, la maggiorazione transitoria pensata per chi riceveva i vecchi assegni al nucleo familiare: il decreto stabilisce che non spetta dal 1° marzo 2025.

Un esempio di calcolo

Prendiamo una famiglia immaginaria con due figli di 8 e 15 anni, entrambi i genitori al lavoro e un ISEE sotto la soglia più bassa.

Figlio di 8 anni, importo di base203,80 euro
Figlio di 15 anni, importo di base203,80 euro
Maggiorazione per due genitori che lavorano, 2 figli+ 69,80 euro
Totale mensile477,40 euro

Esempio illustrativo con gli importi 2026 dell'allegato alla circolare INPS n. 7/2026. Con un ISEE più alto, o senza ISEE, gli importi scendono fino ai valori minimi della tabella.

Chi vuole confrontare questa cifra con lo stipendio troverà utile anche il nostro articolo su come si legge la busta paga: l'assegno unico non compare nel cedolino, perché lo paga direttamente l'INPS, e non è soggetto all'IRPEF.

Il ruolo dell'ISEE, e che cosa cambia da marzo 2026

L'ISEE non è un requisito: serve solo a stabilire in quale punto della scala si trova la famiglia. La legge di bilancio 2026 ha introdotto un indicatore specifico, l'ISEE per prestazioni familiari e per l'inclusione, usato tra l'altro per l'assegno unico a partire dalla rata di marzo 2026. Le differenze principali: una franchigia più alta sulla casa di abitazione, pari a 91.500 euro (120.000 nei capoluoghi delle città metropolitane), aumentata di 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il primo, e una scala di equivalenza più favorevole alle famiglie con due o più figli. Già dall'aprile 2025, inoltre, titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti postali fino a 50.000 euro per nucleo sono esclusi da ogni ISEE.

Come si chiede e quando si rinnova

La domanda si presenta all'INPS online o con l'app INPS Mobile, al contact center (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure tramite un patronato. Una domanda accolta resta valida negli anni successivi: non va ripresentata, salvo che sia decaduta, revocata o respinta. Vanno invece comunicate le novità, come una nascita o un figlio che compie 18 anni.

L'ISEE, al contrario, scade ogni anno. Da marzo, chi non ne ha uno valido riceve l'importo minimo; chi presenta la dichiarazione entro il 30 giugno ottiene gli arretrati da marzo. Le nuove domande presentate tra marzo e giugno hanno diritto agli arretrati dal mese di marzo, quelle successive decorrono dal mese dopo la domanda.

Quando arriva il pagamento

Per le domande già in corso e senza variazioni, il calendario dell'INPS per il 2026 prevede il pagamento in due giornate consecutive, di norma tra il 16 e il 22 del mese. Gli ultimi appuntamenti dell'anno sono il 19 e 20 novembre e il 16 e 17 dicembre. La prima rata di una domanda nuova, o di una domanda che ha subito modifiche, arriva di norma nell'ultima settimana del mese successivo.

Per chi conta e che cosa controllare

L'assegno riguarda tutte le famiglie con figli fino a 21 anni, ma alcune verifiche sono utili soprattutto nei momenti di passaggio:

  • quando un figlio compie 18 anni, perché cambiano importo e condizioni;
  • quando nasce un figlio o arriva il terzo, per le maggiorazioni;
  • quando cambia la situazione lavorativa di un genitore, per la quota legata ai due redditi da lavoro;
  • ogni inizio anno, per il rinnovo dell'ISEE;
  • che l'IBAN registrato all'INPS sia ancora quello giusto.

L'assegno è compatibile con i contributi di regioni e comuni per i figli e non riduce il bonus asilo nido. Per l'organizzazione del patrimonio di famiglia nel lungo periodo può servire anche la guida su comunione e separazione dei beni.

In sintesi

Nel 2026 l'assegno unico vale da 58,30 a 203,80 euro al mese per ogni figlio minore, con maggiorazioni per i nuclei numerosi, i figli piccoli, i figli con disabilità e i genitori che lavorano entrambi. La domanda si fa una volta sola; ciò che va curato ogni anno è l'ISEE, che da marzo segue regole un po' diverse. Gli importi esatti per la propria famiglia li calcola l'INPS sulla base dei dati comunicati.

Fonti

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