Un foglio scritto a mano può bastare come testamento, a tre condizioni
Il codice civile chiede tre cose sole al testamento olografo: che sia scritto per intero a mano, che porti la data e la firma. Che cosa succede se ne manca una, quali quote spettano comunque ai familiari stretti e quando conviene il testamento pubblico.
- 1Il testamento olografo deve essere scritto per intero a mano, datato con giorno, mese e anno e firmato in fondo dal testatore.
- 2Senza scrittura autografa o senza firma è nullo; gli altri difetti di forma, compresa la data, lo rendono annullabile.
- 3Le quote riservate a coniuge, figli e, in loro assenza, genitori restano dovute qualunque cosa preveda il testamento.
Molti immaginano il testamento come un atto solenne, firmato nello studio di un notaio davanti a testimoni. Può esserlo, ma non è obbligatorio. Il codice civile riconosce piena validità anche a un foglio scritto in casa, a mano, senza nessuno accanto: il testamento olografo. È la forma più semplice e più diffusa, e proprio per questo anche quella in cui gli errori sono più frequenti. Conoscere le poche regole che lo governano evita che una volontà chiara diventi, un giorno, motivo di discussione in famiglia.
Le forme possibili
L'articolo 601 del codice civile prevede due forme ordinarie di testamento: quello olografo e quello per atto di notaio, che a sua volta può essere pubblico o segreto. Le differenze, in breve:
| Forma | Chi lo scrive | Testimoni |
|---|---|---|
| Olografo (art. 602) | Il testatore, per intero a mano | Nessuno |
| Pubblico (art. 603) | Il notaio, che riceve le volontà del testatore | Due, quattro se il testatore non sa leggere |
| Segreto (artt. 604–605) | Il testatore o un terzo, anche con mezzi meccanici | Due, alla consegna al notaio in plico sigillato |
Nel testamento segreto scritto da altri o al computer, il testatore deve firmare ogni mezzo foglio. Chi non sa leggere non può fare testamento segreto.
Le tre condizioni dell'olografo
L'articolo 602 chiede tre requisiti, e nient'altro:
- scritto per intero a mano dal testatore: non basta firmare un testo stampato, né far scrivere qualcun altro;
- datato, con l'indicazione di giorno, mese e anno;
- firmato alla fine delle disposizioni. La firma è valida anche senza nome e cognome per esteso, se identifica con certezza chi scrive.
Il Consiglio nazionale del notariato ricorda che un testo scritto al computer e poi firmato non vale come olografo. Non servono carta speciale, bolli o timbri: basta un foglio, purché la scrittura sia leggibile e riconoscibile.
Che cosa succede se qualcosa manca
L'articolo 606 distingue due situazioni. Se manca la scrittura di pugno del testatore o manca la firma, il testamento è nullo, come se non esistesse. Qualsiasi altro difetto di forma, compresa una data incompleta o sbagliata, lo rende invece annullabile: resta valido finché qualcuno che ne ha interesse non lo impugna, e l'azione si prescrive in cinque anni dall'esecuzione delle disposizioni.
Altri limiti riguardano la persona e il contenuto. Non possono fare testamento i minori, gli interdetti per infermità di mente e chi, pur non interdetto, al momento della scrittura non era in grado di intendere e di volere (articolo 591). Due persone non possono testare nello stesso atto, neppure marito e moglie che vorrebbero lasciarsi reciprocamente i beni (articolo 589). Ed è nullo ogni accordo con cui si dispone in anticipo della propria successione, il cosiddetto patto successorio (articolo 458), salvo il patto di famiglia previsto per le imprese.
Le quote che spettano comunque ai familiari
Il testamento permette di decidere a chi vanno i beni, ma non del tutto. La legge riserva una quota, la legittima, ai familiari più stretti: coniuge, figli e, se non ci sono figli, i genitori (gli ascendenti). Ecco le quote principali previste dagli articoli 537–544:
| Chi sopravvive | Quota riservata |
|---|---|
| Un solo figlio | 1/2 del patrimonio |
| Due o più figli | 2/3, divisi in parti uguali |
| Solo il coniuge | 1/2, più il diritto di abitare nella casa familiare |
| Coniuge e un figlio | 1/3 ciascuno |
| Coniuge e due o più figli | 1/4 al coniuge, 1/2 ai figli |
| Solo ascendenti | 1/3 |
| Coniuge e ascendenti | 1/2 al coniuge, 1/4 agli ascendenti |
La parte restante, detta disponibile, si può lasciare a chiunque. Il testamento può nominare eredi, che ricevono l'intero patrimonio o una sua quota, oppure legatari, che ricevono beni determinati, come un'auto o una somma. La differenza conta, perché sono gli eredi a subentrare anche nei debiti.
Chi è sposato in comunione dei beni dovrebbe ricordare che metà dei beni comuni appartiene già al coniuge e quindi non entra nella successione: il tema è approfondito nell'articolo su comunione e separazione dei beni.
Dove conservarlo e che cosa succede dopo
Un olografo chiuso in un cassetto rischia di andare perso, distrutto o di non essere trovato. Il notariato elenca proprio questi rischi, insieme a quello di contestazioni sull'autenticità. Una soluzione è consegnarlo a un notaio con un deposito formale: in quel caso il testamento viene iscritto nel Registro generale dei testamenti, tenuto dall'Ufficio centrale degli archivi notarili presso il ministero della Giustizia (legge 307 del 1981). L'iscrizione la fanno soltanto notai, archivi notarili e autorità consolari, non i privati. Dopo un decesso, chiunque vi abbia interesse può chiedere un certificato al registro allegando il certificato di morte.
Alla morte del testatore, chi ha in mano l'olografo deve portarlo a un notaio non appena ne ha notizia. Il notaio lo pubblica con un verbale alla presenza di due testimoni, e solo da quel momento il testamento può essere eseguito (articolo 620).
Cambiare idea
Il diritto di revocare un testamento non si può rinunciare (articolo 679). La revoca espressa si fa con un nuovo testamento, anche olografo, oppure con un atto davanti a notaio e due testimoni. Un testamento successivo che non revoca espressamente il precedente annulla solo le disposizioni incompatibili. Un olografo distrutto o strappato si presume revocato, e la vendita di un bene lasciato in legato revoca quel legato.
Per chi conta e che cosa verificare
Un testamento è utile soprattutto quando si vuole una divisione diversa da quella prevista dalla legge: chi ha figli da unioni diverse, chi vive con un partner senza essere sposato, chi desidera lasciare un ricordo a un amico o a un ente. Prima di scrivere conviene:
- fare un elenco ordinato dei beni, compresi conti, polizze e immobili;
- verificare chi sono i legittimari e quale quota resta disponibile;
- scegliere se nominare eredi o disporre legati;
- decidere dove conservarlo, e far sapere a una persona di fiducia che esiste;
- rivedere il testo dopo eventi importanti, come un matrimonio, una nascita o la vendita della casa.
Per situazioni complesse il testamento pubblico offre maggiore certezza, perché a redigerlo è il notaio.
In sintesi
Un foglio scritto interamente a mano, con data e firma, è un testamento valido. Le insidie stanno nei dettagli di forma, nelle quote che la legge riserva ai familiari e nella conservazione. Con un po' di ordine, e se serve con il consiglio di un notaio, la propria volontà arriva intatta a chi deve eseguirla.
Fonti
- Codice civile, articolo 602, testamento olografo, su Normattiva
- Codice civile, articolo 606, nullità e annullabilità per difetto di forma
- Legge 25 maggio 1981, n. 307, Registro generale dei testamenti
- Consiglio nazionale del notariato, Testamenti
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